La mostra di Pucci Scafidi dedicata a New York mi ha immediatamente ricordato un film molto particolare, risalente alla seconda metà degli anni ottanta, di cui però non trovo più traccia. Probabilmente perché ne scrivo male il titolo. Si pronuncia Kojanagatzj. E' un film originalissimo senza una parola, senza attori, senza storia: un film di sole immagini dedicato alla velocità della metropoli (Tokjo suppongo). Anche le foto di Scafidi sono molto metropolitane E' sapiente l'uso del grandangolo che rende bene la grandezza dei grattacieli, il sovradimensionamento dei centri commerciali, delle automobili... Tutto è grande per aggredire il rischio di una perdità di identità che caratterizza tutti i cosiddetti luoghi non luoghi: pompe di benzina, megastores... luoghi indifferenti alla dimensione locale, uguali ovunque. Nella mostra di Scafidi anche le figure umane, ossia i passanti, non appaiono come individui ma come portatori di una condizione che li accomuna: quella di metropolitani. Scafidi ci mostra la New York dei film e delle cartoline turistiche, non quella dei sobborghi. Ma ciò malgrado non è assolutamente una New York da cartolina. E non era facile! Non era facile sfuggire ai luoghi comuni dell'immaginario fotografico! Come sempre, quello che fa la differenza, in fotografia, è l'inquadratura che corrisponde all'unicità di un sguardo quando un fotografo è in gamba. Se qualcuno ricordasse il regista, l'anno esatto di Kojanagatzj me lo farebbe sapere? Anna Fici
Per informazioni:
Sito di Scafidi
pucci@pucciscafidi.com
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