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Introduzione

"Plasma" verbo e sostantivo insieme. Quando realizzai queste immagini, nella primavera del 2004, ero in una fase della mia vita alquanto problematica. Le realizzai per liberare anche solo momentaneamente la mente da pensieri esistenziali piuttosto pesanti. Molte immagini, me ne accorsi in seguito, contengono la mia depressione di allora. Il plasma era allora la mia parte fluida e nello stesso tempo densa, come il sangue di una grande ferita. Fotograficamente la danza è sempre stata la mia grande passione, ma in quel caso dopo aver fotografato non le guardai più. Rimasero nel cassetto per oltre un anno, quel plasma si era rarefatto, era servito per evitare una infezione, era servito per distogliere la mente. Poco tempo fa, mi capitò quasi per caso di rivedere queste fotografie racchiuse in una cartella del mio computer. Cominciai a guardarle e a correggerle senza fare troppo caso al lato "artistico", lavorai come fossero opere di un'altra persona. Quando cominciai a estrapolare quelle che ritenevo più interessanti, mi accorsi che le stavo plasmando con la mia mente, le toccavo, le modificavo, mi accorsi che il mosso di quelle immagini le aveva elaborate la mia mente persa di allora. Da sostantivo il plasma si trasformò in verbo, plasmare queste fotografie mi fece provare la gioia di sentirle finalmente mie. La mia mente, più rilassata, rivedeva i movimenti e risentiva le musiche di allora.
La mia "danza" è sempre vissuta in bianco e nero. In questo caso ho voluto mantenere i colori reali perché non riuscivo a concepire una plasmazione monocromatica.

Queste immagini fanno parte di un mio lavoro sulla danza contemporanea, che sarà in mostra a partire dal 15 febbraio 2006 presso il Lulu bar di V. San Basilio 37 a Palermo. La mostra resterà aperta fino al 28 dello stesso mese. Vi aspettiamo! Giancarlo Marcocchi